Il suo successo intramontabile è dovuto oltre alla sua bellezza ed atmosfera unica, alla sua posizione strategica tra le più importanti attrazioni turistiche italiane, è da sempre meta del turismo internazionale.

Hai voglia di primavera? Voglia di belle giornate di sole, di mare  e di relax?. Se cerchi tutto questo non puoi perderti la primavera a Sorrento, un perfetto mix di montagna, mare, relax e vita mondana.

Primavera a Sorrento

panorama di Sorrento

Per visitare Sorrento non occorrono guide, basta solo immergersi nelle stradine e paesini e lasciarsi andare.

 La primavera è il periodo più bello per visitarla, il tempo senza troppo caldo e il profumo degli aranci e limoni, rende l’aria dolcemente profumata. Per regalarci una bella giornata di mare e godere del fascino di tutta la penisola Sorrentina , è consigliabile noleggiare una imbarcazione sul posto per una rilassante gita in barca e raggiunge le insenature più difficilmente raggiungibili via terra, come ad esempio gli scogli di Galli e la suggestiva Baia di Ieranto.

 Noleggiando una di queste barche si può seguire un itinerario personale o visitare le vicine isole di Capri, Procida, Amalfi e Positano, o per quelli che sono incuriositi dal mondo della pesca, si può trascorrere una giornata a bordo di un peschereccio, molti pescatori della zona organizzano gite dove è possibile apprendere i segreti e le tecniche del mestiere, e non è raro che il turista da semplice ospite, diventa membro attivo del equipaggio, e si assicura un ottimo pranzo a base di pesce, magari pescato con l proprie mani.

 Per portare a casa qualcosa di Sorrento, qui potete acquistare, lavori tipici fatti in legno, ceramiche artistiche o il limoncello (liquore tipico), gioielli in argento, coralli, centri e fazzoletti.

La gastronomia e fatta di specialità come l’olio, la mozzarella, la pasta fatta in casa o la parmigiana di melanzane.  Si venire a Sorrento è vivere una esperienza unica: venire da turista e ripartire come uno della famiglia, perché l’ospitalità è soprattutto dal suo popolo, e l’arte della accoglienza non si può improvvisare, ma si tramanda da generazione in generazione.