Category: Meraviglie della natura


Questo  canyon e anche geoparco di Bletterbach o Rio delle Foglie, ci racconta la storia geologica delle Dolomiti lungo una gola di 8 chilometri, unico in Europa. Patrimonio dell’Unesco.

Questa meraviglia della natura è il risultato della disgregazione e dell’erosione degli elementi, la forza dell’acqua ha eroso molto materiale come pietre, detriti e sabbia, formando 15.000 anni fa questa gola profonda 400 metri. Si è calcolato che se tutti i corsi d’acqua avessero avuto la capacità erosiva del Rio delle Foglie in 25 milioni di anni i continenti si sarebbero appiattiti completamente.

Chi fa un’escursione lungo il Bletterbach fa un viaggio al tempo dell’antichità e del medioevo geologico, 16 tavole lungo un sentiero del tutto sicuro, informano il viaggiatore sui i diversi punti d’interesse, dagli strati di roccia ai reperti fossili delle piante ed altri elementi ed esseri viventi, ma anche delle gallerie costruite da minatori o sulla legenda del gigante Grimm.

Nel sentiero del bosco, in una delle 10 tavole esplicative, si può trovare la scritta: “La maggior parte delle persone non sa affatto quanto il mondo sia bello, e quanto splendore si manifesti nelle cose più piccole, in un fiore qualsiasi, in una pietra, nella corteccia di un albero, o nelle foglie di una betulla” Nelle restanti tavole si illustrano i vari aspetti della vita del bosco e degli animali che la compongono. Alla fine del percorso si potrà guardare la natura con occhi diversi.

L’aeroporto di riferimento per arrivare qui è quello di Bolzano Dolomiti, chi arriva in treno sulla linea Trento Bolzano si fermerà alla stazione di Ora.

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Montañas Palidas “durante el día, rojo  fuego a la puesta del sol , luego morado al atardecer, antes de apagarse  la noche. En los colores de los Dolomitas se mojó la pluma algunas de las más grandes poetas de todos los tiempos. Arquitectos, pensadores, pero también  estudiosos , científicos y simples viajadores han quedado encantados a lo  largo de los siglos de estos picos. Un aspecto único en el mundo, ahora oficialmente Patrimonio de la Humanidad.

Después de  el interés de los científicos fuè el turno de los artistas. Johann Wolfgang von Goethe que quedò hechizado durante su Grand Tour en Italia, en 1786. Fácil de imaginar cómo el enrosadira – el fenómeno por el cual algunos picos de los Dolomitas , toman un color rojizo y púrpura  al amanecer y el atardecer – ha encendido la imaginación de las almas de los poetas a merced de la Drang “Sturm und” – “la tormenta y impulso. ” O de los románticos que en aquellos años cruzaban por Europa sobrecogidos por la inquietud y la pasión por la naturaleza.
Las 18 cumbres más altas que superan los 3.000 metros, entre las que se considera la más alta de toda la Marmolada (que por Constitución no sería común con los demás). Cientos y cientos de picos, cimas, que se destacan en varias cadenas de montañas, a través de un vasto territorio y que afecta a 5 provincias: Belluno, el más grande, Bolzano, Trento, Udine y Pordenone.

¿Por qué los Dolomitas son hermosos? ¿Cuál es el secreto de su encanto extraordinario? “, Son reconocidos como una de las montañas más bellas de la Tierra, a fin de ser considerado como una referencia universal de belleza. Su belleza intrínseca se deriva de una variedad» de las formas verticales espectaculares, como pináculos, agujas y torres, a diferencia de las superficies horizontales como cornisas, acantilados y mesetas. Una gran diversidad ‘de color’ en los contrastes entre el desnudo de las rocas pálidas y los bosques  de los campos de abajo.

  Esta celebridad extraordinaria ha hecho de los Dolomitas, iconos de la montaña y  su excepcional belleza es algo tan evidente  que nadie tiene necesidad de preguntarse por qué se consideran bellas, el hecho es algo muy obvio. No sólo son de excepcional belleza, pero también lo son de manera única, misteriosa y casi inevitable, por lo que decir lo contrario, parece incomprensible,y sin sentido. Sin embargo, el preguntarnos el por qué de las cosas sigue siendo el medio más eficaz de los conocimientos que tenemos.

Los Dolomitas en invierno: La magia del blanco  que cubre el bosque, prados de alta montaña y picos, arrastra las energías renovables a través de la roca, en cada invierno, la emoción de los Dolomitas para el gozo y la maravilla del hombre. La alegría como si fuera la primera vez. Sorprendente como el niño  con la primera nieve.
El verano es la época de máximo esplendor de la naturaleza. Es una explosión de color y  vitalidad que despierta el deseo de conocer, de moverse, de explorar. Y la belleza de los Dolomitas en flor, con la complicidad de los largos días de verano, es ideal para todas las actividades al aire libre, y de hecho parece alentarlas  aún más.

Monti pallidi” durante il giorno, rosso fuoco al tramonto, poi viola all’imbrunire, prima di spegnersi nella notte. Nei colori delle Dolomiti hanno intinto la penna alcuni tra i più grandi poeti di tutti i tempi. Architetti, pensatori, ma anche studiosi, scenziati e semplici viaggiatori, sono rimasti incantati nel corso dei secoli dal fascino di queste guglie. Una fisionomia unica al mondo, adesso ufficialmente patrimonio dell’umanità

 Dopo l’interesse degli scienziati fu la volta degli artisti. Johann Wolfgang von Goethe ne rimase stregato durante il suo Grand Tour in Italia, nel 1786. Facile immaginare come l’enrosadira – il fenomeno per cui alcune cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro e poi viola all’alba e al tramonto – abbia acceso la fantasia degli animi dei poeti in balia dello “sturm und drang” – “la tempesta e l’impeto”. O dei romantici che in quegli anni attraversavano l’Europa in preda all’inquietudine e alla passione per la natura.

Le 18 cime più elevate superano i 3.000 metri, tra cui viene considerata come la più alta di tutte la Marmolada (che pure per costituzione non sarebbe accomunabile alle altre). Centinaia e centinaia di vette, guglie, pinnacoli che si stagliano in diversi gruppi montuosi, attraverso un vasto territorio che interessa ben 5 province: Belluno, la più estesa, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone.

 Perché le Dolomiti sono belle? Qual è il segreto del loro fascino straordinario?” sono riconosciute tra le montagne più belle della Terra, tanto da essere considerate un riferimento universale di bellezza montana. La loro bellezza intrinseca deriva da una varieta’ di forme verticali spettacolari, come pinnacoli, guglie e torri, in contrasto con superfici orizzontali tra cui cenge, balze e altipiani, il tutto emergente all’improvviso da estesi giacimenti detritici o da dolci colline. Una grande diversita’ di colori e’ data dai contrasti tra le spoglie e pallide rocce e dalle foreste e i prati sottostanti.

 Questa straordinaria celebrità le ha fatte consacrare come icone della montagna e la loro bellezza eccezionale è un fatto talmente conclamato che nessuno avverte alcun bisogno di chiedersi come mai siano considerate belle: il fatto è semplicemente evidente. Anzi, non solo sono eccezionalmente belle, ma lo sono anche in modo singolare, misterioso e quasi ineluttabile, cosicché affermare il contrario sembrerebbe incomprensibile, senza senso. Tuttavia, chiedersi il perché delle cose rimane lo strumento di conoscenza più efficace che abbiamo.

 Le Dolomiti d’inverno: La magia bianca copre il bosco, gli alti pascoli e le vette, s’insinua tra le rocce rinnovando, ad ogni inverno, l’emozione delle Dolomiti per la gioia e lo stupore dell’uomo. Gioia come fosse la prima volta. Stupore come il bambino con la prima neve.

 L’estate è la stagione del massimo fulgore della natura. E’ un’esplosione di colori e vitalità che risveglia la voglia di conoscere, di muoversi, di esplorare. E la bellezza delle Dolomiti in fiore, con la complicità alle lunghe giornate estive, è l’ideale per tutte le attività all’aria aperta, anzi sembra incentivarle ancor più.